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mercoledì 27 novembre 2013

La stagione che è stata: Madison Bumgarner


Ha solamente ventiquattro anni e ha già disputato cinque stagioni nella MLB.
Gioca con la maturità, crescente, di un veterano.
Ha un cutter che migliora di stagione in stagione.
Ha una voglia di imparare e di presentarsi sempre al massimo, doti non comuni e davvero invidiabili.
Considera il giorno dopo come un'avventura per migliorarsi.
Queste sono alcune delle sue caratteristiche; che tranne un medio andamento nel mese di maggio 2013 gli hanno permesso di disputare una stagione eccellente che magari le statistiche non fanno capire. Perchè come ben sappiamo, niente di più ingannevole spesso nel Baseball sono proprio i numeri così tanto letti e riflettuti da tutti.
Spiace solamente avere visto alcune sue sconfitte maturate nel 2013 per le débacle difensive a cui lui, naturalmente, non poteva mettere rimedio.
Atteso a un 2014 di ulteriore miglioramento: conoscendolo sappiamo che sta già lavorando alacremente verso questo nuovo, stimolante, obbiettivo.
Che Giant che sei, Madison!

Con il pezzo odierno, termina l'analisi della stagione 2013.

martedì 26 novembre 2013

La stagione che è stata: Matt Cain

La prima stagione negativa (ben oltre che perdente in rapporto alle cifre vinte-perse) della sua carriera.
Un susseguirsi di alti e bassi, a volte anche dovuti alla precarietà del sistema difensivo che lo ha punito oltre misura.
Si è provato a trovare le ragioni di tale ascensore: alla fine la spiegazione più plausibile la si è trovata in una naturale défaillance da post-World Series. Ovvero il nostro Matt avrebbe pagato nel 2013 il super-carico dovuto ai probanti play-offs dell'anno scorso.
Un macigno psicologico ancor prima che fisico. Una reazione tipo: "capitemi, ho bisogno di tirare il freno" che comunque si fa fatica ad inquadrare completamente davanti a un partente di grande spessore e qualità che ha sempre interpretato questo ruolo con estrema applicazione. In questo 2013 vi sono stati momenti in cui le sue difficoltà ci hanno davvero ispirato pena, dispiacere e, naturalmente, un'incredulità da lasciarci a tratti basiti.
La sua mala-stagione ha colto tutti di sorpresa e Bochy, capendo la situazione, ha fatto di tutto per preservarlo così da non esporlo a rischi inutili in certe gare segnate. Meno inning e più ragionamento quindi, per cercare di rimediare di volta in volta alle lacune improvvisamente sgorgate. E' sicuramente inutile scrivere adesso che lo aspettiamo pienamente ristabilito al prossimo spring camp di Scottsdale.
Matt Cain infatti vale oro ed è un pilastro inamovibile della nostra rotazione. Un vero ed inossidabile Giant!

lunedì 25 novembre 2013

La stagione che è stata: Il Piccolino

Se ci vogliamo attenere alla statistica nuda e cruda e soltanto alla spietatezza dei numeri allora per Tim Lincecum quella del 2013 è stata la terza stagione negativa della sua carriera con i Nostri Adorati.
Se invece si vuole, pur mantenendo un parere di equilibrio, esprimere un giudizio più ampio posso arrivare a scrivere che questo 2013 per Il Piccolino non è certo stato pessimo come le due precedenti annate.
E questo perchè in parecchie gare di quest'anno la prestazione dei suoi colleghi della difesa ha pesantemente condizionato sia la sua attuazione sulla montagnola che il risultato medesimo della gara. Leggere solo di vinte e perse, di ERA e di WHIP accontenta la nostra mente e il nostro spirito di conoscenza e di approfondimento delle tematiche fino ad un certo punto. Perché i numeri, che nel Baseball hanno un impatto così preponderante nei giudizi, sono comunque interpretabili e se vivisezionati adeguatamente ci possono raccontare cose differenti dal loro pur intimorente aspetto.
Leggiamo qualche numero:
Anno  V-P    ERA  WHIP
2011  13-14  2.74   1.207
2012  10-15  5.18   1.468
2013  10-14  4.37   1.315
Probabilmente se Lincecum nel 2013 avesse presentato numeri peggiori dell'anno scorso allora il management avrebbe potuto pensare a lungo se offrirgli il buon biennale che ha firmato a ottobre scorso. Ma proprio perché Il Piccolino ha offerto, soprattutto dopo la pausa per l'All Star Game, prove di qualità e di solidità le cose sono andate (fortunatamente) in maniera diversa. A prima vista i numeri del 2011 sono decisamente migliori di quelli del 2013 laddove l'annus horribilis targato 2012 parli da sé. Ma la domanda che pongo è la seguente: nel 2011 le prestazioni difensive quanto hanno pesato nelle gare da partente di Lincecum? So di sicuro che in questo 2013 Il Piccolino ha patito parecchio dei disastri (anche banali) dei suoi pur celebrati compagni.
A ventinove anni e mezzo, con in tasca due World Series e due Cy Young Award, Il Piccolino sa benissimo che non può in eterno mantenere lo status di mitragliatrice di strike-out e questo sia perché l'energia e la potenza di qualche stagione fa sono lievemente calate, sia perché "lavorare" il battitore di turno magari eliminandolo con maggiore acume e con minor impeto può essere addirittura più utile e produttivo per le sorti dei Nostri Adorati. In questo Il Piccolino potrà essere aiutato psicologicamente da Tim Hudson che per propria ammissione in questi ultimi anni ha sempre più cercato di trarre vantaggio massimo dalle debolezze dei battitori piuttosto che tentare di mangiarseli con la veemenza dirompente di una palla veloce.
Bentornato quindi Piccolino per il prossimo biennio.
A nemmeno trent'anni hai ancora tanto da offrire: perché di Piccolino ce n'è uno solo.
E mai e poi mai potrai capire fino in fondo quanto ti amiamo e quanto ti sosterremo.
Giant una volta, Giant per sempre.

domenica 24 novembre 2013

La stagione che è stata: Ryan Vogelsong

Quella che si chiama una stagione da dimenticare.
Storta, antipatica, dispettosa e maligna.
Confesso a inizio anno di avere storto il naso per la sua inclusione nel roster statunitense del World Baseball Classic, la manifestazione internazionale di Baseball più inutile del mondo.
Certamente il sovraccarico di lavoro d'inizio stagione non ha favorito la partenza di Vogey in aprile con San Francisco, manifestandosi subitaneamente sia con passaggi psicologici a vuoto che con difficoltà di consistenza nel trovare la precisione dei lanci (location). Queste problematiche hanno posto Vogelsong con le spalle al muro in quanto spesso indietro nel conto dei lanci contro gli avversari e quindi con una pressione/fiato sul collo davvero dura da sopportare. L'infortunio grave di fine maggio ha anzitempo segnalato che questo 2013 per lui sarebbe stato un brutto buco nero e nemmeno il ritorno a metà agosto ha risollevato le sorti agonistiche del nostro Ryan.
In off-season la dirigenza ha rinunciato all'offerta da proporgli e adesso Vogelsong è a tutti gli effetti un agente libero in cerca di sistemazione.
Al momento non è possibile capire se tornerà, con un contratto magari di una sola stagione ribassato di un bel pò di denari, o no. Le parti ogni tanto si parlano ma appare abbastanza evidente che il quinto partente, ancora mancante nella lista della spesa del management dei Giants, non dovrebbe essere lui.
Solo da qui a metà dicembre capiremo cosa accadrà.

sabato 23 novembre 2013

La stagione che è stata: Barry Zito

Vogliamo ricordarlo così...
Argomento sempre spinoso.
In cui davvero si rischia di perdersi in un ginepraio.
Anche perché si fa fatica ad inquadrare sola soletta la sua stagione 2013 quando il discorso sarebbe invece molto ma moooolto più ampio, inserendosi giocoforza in tutta la sua permanenza in casacca Giant.
A fine stagione, a parte l'addio strachiaro e annunciato, ha ammesso che durante il 2013 ha avuto "problemi familiari" e questo ci conferma parte dei suoi problemi sulla montagnola. Ripeto: "parte".
Non voglio scrivere oltre di questo mancino e se i denari fucilati al vento nel suo contratto con noi siano stati tali oppure no. Di certo i numeri e le statistiche di sette stagioni con i Nostri Adorati parlano chiaro, purtroppo, con una chiusura indegna nel 2013.
Addio Barry William: è sempre dura pensare che sei stato solo quello di gara-5 della NLCS 2012 e di gara-1 delle seguenti World Series.
E che hai vinto il Cy Young nel 2002.
Mah...
(Buona fortuna Zeets!!)

giovedì 21 novembre 2013

La stagione che è stata: Chad Gaudin

E anche qui, vi piaccia o meno, debbo fare una premessa.

Chad Gaudin assieme a Santiago Casilla e a Javier Lopez è uno dei miei adoratissimi. Tradotto suona pure come "Our Adored" sebbene quest'ultima definizione in lingua inglese io preferisca rivolgerla alla squadra in generale e non a singoli o a gruppi di nostri ball players.

Chad Gaudin, invitato allo spring camp di Scottsdale lo scorso febbraio, è stato la grande trovata del reparto lanciatori del 2013. Vantava già una buona esperienza in MLB sebbene maggiormente come rilievo che come partente. La gestione Bochy fino a tutto il 2012 non aveva mai avuto un vero e proprio rilievo lungo, un mangia-inning da almeno nove outs, e la necessità di averne uno DOC ha concentrato le attenzioni del management su questo destro che può pure apparire demodée e un pò particolare ma che sa benissimo fare il suo lavoro.
Il primo mese e mezzo di stagione ha pienamente confermato le speranze di Boch e soci e Gaudin ha perfettamente incarnato il suo posto di long reliever prima di venire, a sorpresa, inserito in rotazione a causa dell'infortunio di Vogelsong. E qui, dopo alcune stagioni in cui non era più impiegato in questa veste, Gaudin si è nuovamente adattato benissimo mostrando di che "pasta psico-mentale" fosse fatto. E' rimasto stabilmente in rotazione fino a metà agosto quando per dolori al tunnel carpale della mano destra è stato messo nella lista infortunati e precauzionalmente tenutovi fino al termine della stagione. Era difatti inutile rischiarlo sia prendendo atto che la post-season non sarebbe arrisa ai Nostri Adorati sia in vista di una sua lunga e comoda convalescenza al fine di poterne valutare appieno le potenzialità nel 2014. Compreso, o meno, il posto di quinto partente in rotazione.
Gaudin al momento è agente libero ma vi sono notevoli possibilità, a mio parere addirittura "fondate", che per metà dicembre prossimo Sabean lo rifirmi con un biennale. Trattasi di giocatore molto intelligente che sa molto bene come approfittare al meglio delle debolezze dei battitori avversari: non un cannone al posto del braccio ma certamente sì un fucile di precisione per creare groundballs a raffica per comode eliminazioni.
Lo attendiamo a Scottsdale a febbraio prossimo.

mercoledì 20 novembre 2013

La stagione che è stata: Yusmeiro Petit

La storia del Baseball tracima di questo genere di ball players.
Che, per motivi vari, vivono nell'oscurità e che non sbocciano. Non sbocciano fino a quando non si trovano a ricoprire il ruolo perfetto per loro giungendo ad essere gli uomini giusti al momento giusto.
E questo è quanto è accaduto al venezuelano Yusmeiro Petit.
Quando Vogelsong si è infortunato poteva essere il momento giusto per Petit di assurgere alla definitiva consacrazione tranne invece essere infortunato fino a fine giugno. Una seconda chance, poco considerata da Boch e truppa, gli è stata data a fine luglio e stavolta sebbene come rilievo Petit ha fornito una prestazione di qualità che a conti fatti gli è valsa il richiamo a Fresno dopo dieci giorni in DFA (incredibile!) per poi vederlo finalmente protagonista in rotazione quando è apparso chiaro che Zeets non ne aveva più.
Tra agosto e settembre Petit ha totalizzato numeri di buonissima qualità arrivando addirittura a sfiorare il perfect game. Sicuramente il suo nome frulla nella mente del management per entrare in rotazione dopo lo spring camp di febbraio prossimo e dovremo quindi attendere il termine della campagna acquisti/cessioni per sapere se riceverà tale fiducia o se partirà nel bullpen.
Tengo a sottolineare che sono stato, dalla prima ora, un suo sostenitore: umile, educato, lavoratore profondo, taciturno e voglioso di apprendere ogni giorno. Grande Yusmeiro!

lunedì 18 novembre 2013

La stagione che è stata: Javier Lopez

Te queremos, Javi.
Qui c'è davvero poco da scrivere.
E il migliore LOOGY di tutta la MLB con numeri eccezionali e capace di frustrare con estrema maestria le potenti mazze avversarie, meglio ancora se battono mancino.
Lopez incarna una delle grandi ricette, e mosse azzeccatissime, di Bochy cioè quella di tenere ben tre mancini rilievi nel bullpen; un piccolo segreto che proprio in questo portoricano ha trovato una splendida realizzazione.
Mancino talmente gradito da tutto il pitching staff dei Giants, Javi Lopez non è stato scambiato alla deadline del 31 luglio nonostante le tante richieste ricevute. In vista della free agency Sabean ha preferito tenersi per sé il gioiello.
E' di fatto agente libero e un pò forse sorprende che i Giants ancora non si siano mossi per rifirmarlo, avendo da entrambe le parti più volte udito le parole:"c'è mutuo interesse a tornare insieme".
Nel frattempo Javier Lopez è inseguito da mezza MLB ma credo proprio che sarà difficile che i Nostri Adorati se lo lascino sfuggire. L'unico ostacolo per il rinnovo potrebbe essere dato dalla lunghezza del contratto che Lopez vorrebbe di tre stagioni mentre data la sua età, classe 1977, i braccini corti e sparagnini del nostro management preferirebbero rifirmarlo per sole due stagioni.
Speriamo prestissimo di arrivare a scrivere: "tutto è bene quel che finisce bene".

martedì 12 novembre 2013

La stagione che è stata: Santiago Casilla

E' indubbio che questo rilievo medio dominicano rappresenti una delle forze assolute del bullpen dei Giants e, lo confesso, sia assieme a Javier Lopez uno dei mie lanciatori preferiti dei nostri adorati.
E anche nel 2013 Santiago Casilla ha dimostrato ampiamente questo, sebbene sia rimasto oltre un mese fuori dalla mischia in quanto ha dovuto fare rimuovere una fastidiosissima cisti ingrossatasi appena sotto il ginocchio destro.
Recuperato pienamente, questo destro solidissimo e dal lancio preciso quanto potentissimo è tornato per dare una mano decisiva nel reparto dei rilievi chiudendo con un eloquente record di 7-2. A cui aggiungiamo 2.16 di ERA e 1.28 di WHIP. Il tutto in cinquantasette gare disputate.
Serve aggiungere altro?
La freddezza sotto pressione è una delle armi che più fanno apprezzare Casilla al pitching staff diretto da "Rags" (Righetti) che sa bene quale apporto qualitativo nei momenti bollenti venga fornito dal coloued con l'uniforme numero quarantasei.
Mantieniti così Gran Lanzador Derecho! Arriba! Y vamos!
Trentatre anni di eccellente qualità come pelotero.
Ti aspettiamo con immutate speranze a febbraio prossimo.

lunedì 4 novembre 2013

La stagione che è stata: Sergio Romo

Il minuto messicano, e lo confesso, non è uno dei miei lanciatori preferiti.
Eppure nel ruolo di closer (o come scriverebbero nella sua patria, "cerrador") se l'è cavata più che bene anche nella stagione 2013.
D'accordo, il record di vinte perse è stato di 5-8 a testimonianza che le cinque "blown saves" hanno pesato parecchio su questo rapporto ma nel computo generale sono state 38 le occasioni in cui il barbudo lanzador derecho ha portato in porto la nave, sana e salva. Possiede una slider di tutto rispetto e, elemento fondamentale nel suo specifico ruolo, una freddezza d'esecuzione non di poco conto.
Non avrà il fisico o il braccio che incutono timore.
Ma il suo mestiere nel 2013 l'ha saputo svolgere davvero egregiamente tanto da venire premiato da Bochy con una presenza all'All Star Game.
Suo sarà questo ruolo anche nel 2014.
Ride, con quella sua risatina che a volte sembra scemina, scherza, salta come una molla (o un grillo) e sembra un pò un pagliaccetto.
Ma quando è ora di fare sul serio lui è semplicemente il signor Sergio Romo.
Vamos! Y arriba!!

domenica 3 novembre 2013

La stagione che è stata: Dunning e Hembree

Note molto positive per i Giants con questi due giovini promettentissimi e di belle speranze.

Jake Dunning
Promosso a metà stagione da Fresno, questo 25enne georgiano (che lancia Destro) ha mostrato una calma sotto pressione davvero notevole. Se si eccettua un malefico grande slam incassato, peraltro avendo ereditato le basi cariche, Dunning ha disputato una stagione d'esordio eccellente. In 29 gare ha concesso solo venti valide chiudendo con un'ERA di 2.84 e un WHIP di 1.22. Certo, ventinove gare per un totale di 25.1 riprese lanciate sono ancora un pò pochino per farci un'idea completa di Jake ma le potenzialità come rilievo corto ci sono tutte e il giovine gode dell'incondizionata fiducia di Bochy che, proprio per fortificarlo ulteriormente, a fine luglio l'ha rimandato un mesetto ai Grizzlies prima di reinserirlo a settembre. Ricordo che Dunning come ball player non è nato nel ruolo di lanciatore ma si è convertito cammin facendo vuoi forse anche per la sua più che notevole altezza, fatto che lo presenta abbastanza "dominante" quando sale sulla montagnola. A Scottsdale a febbraio Dunning sarà sicuramente uno dei lanciatori più monitorati dai Giants che intendono inserirlo stabilmente nel bullpen per il 2014. Ammetto che Jake è uno dei giocatori che a me stanno più a cuore e al quale auguro tutto il bene del mondo al fine di rendere i migliori servigi sia ai Giants che alla sua propria carriera. Che si prefigura splendente.

Heath Hembree
I Giants hanno atteso a lungo prima di promuoverlo da Fresno. Nel primo trimestre di gare Hembree aveva infatti sommato statistiche poco incoraggianti per un suo invito a corte. Gli veniva anche contestata l'incapacità di sapere utilizzare un "secondo lancio alternativo" oltre alla palla veloce. Da inizio luglio la metamorfosi di Hembree è stata chiara. Maggiore varietà e consistenza nei lanci, un'ERA decisamente migliorato e, quel che conta maggiormente, una capacità di sapersi tirare fuori dalle situazioni spinose. A Fresno l'hanno quasi sempre utilizzato come closer mentre dal suo arrivo ai Giants verso fine agosto Bochy ha preferito incaricarlo del ruolo di setup, normalmente colui che lancia una sola ripresa di rilievo all'ottavo inning per spianare la strada al closer. Orbene Hembree in nove gare giocate ha permesso quattro valide in 7.2 riprese lanciate con un WHIP da leccarsi i baffi, 0.78, a cui aggiungo un'ERA immacolata. Proprio così: tutti zeri nella Media Punti Guadagnati sul Lanciatore (come la chiamiamo qui in Italia; nel mondo latino la bollano brevemente con "Efectividad"). I quaranta giorni di presenza di Hembree nei Giants fanno davvero ben sperare sia il pitching staff che il suo capo, il celebrato "Rags" Dave Righetti. Questo 24enne è una delle grandi speranze del bullpen dei Giants è ha dimostrato che può benissimo muoversi non solo da closer ma con la duttilità necessaria può essere una pedina fondamentale del mondo dei rilievi. Confesso che anche Hembree riscuote la mia incondizionata simpatia. Arrivederci a Scottsdale!

sabato 2 novembre 2013

La stagione che è stata: Rosario e Machi

Sandy Rosario
Davvero una buona stagione per questo rilievo 28enne dominicano acquisito nella off-season e su cui in pochi credevano. Inizialmente mandato a Fresno è stato ben presto chiamato a corte dove, dopo un paio di avanti e indietro da e per i Grizzlies, è rimasto fino al termine garantendo pressoché sempre un'arma in più tra i lanciatori destri del bullpen dei Giants. Ha subito meno valide degli inning lanciati, ha chiuso con un'ERA più che decente (3.02) e un WHIP non malaccio (1.39) dimostrando così di essere una validissima presenza tra i rilievi corti (e ogni tanto medi) dove altri hanno miserrimamente fallito, leggasi Kontos. Lo attendiamo di ritorno a Scottsdale nella speranza che possa ulteriormente migliorare il suo gioco e il suo repertorio nel 2014.

Jean Machi
Vista l'abbondanza di rilievi di qualità a inizio stagione, questo taciturno ma acuto rilievo venezuelano è stato purtroppo spedito a Fresno. Qualcuno doveva pur rimanere fuori dal roster dei venticinque e tra i sacrificati c'è caduto pure Machi. Che però ben presto è stato chiamato da Bochy e dal quale si è allontanato raramente per dare mani e sostegni sporadici ai Grizzlies. La sua assenza si è fatta sentire quasi subito e questo rilievo destro non ha perso tempo a inserirsi in squadra. Machi ha mostrato freddezza e lucidità nei momenti importanti della gara e i suoi numeri parlano chiari: 2.38 di ERA e 1.09 di WHIP. Ha concesso meno valide delle riprese lanciate e come il suo collega Rosario ha concesso briciole di fuoricampi agli avversari.
Difficile, con questa forma, non includerlo nel roster d'inizio 2014.

venerdì 1 novembre 2013

La stagione che è stata: Kickham, Surkamp e Moscoso

Guillermo Moscoso
Mike Kickham
Promosso da Fresno in un momento di grande bisogno, visto l'infortunio a Vogelsong. Il giovine aveva già mostrato buone qualità a Scottsdale a marzo e il management sperava che riuscisse abbastanza celermente ad adattare il proprio stile allo scalino superiore. Arrivato con buoni numeri dalla stagione da poco iniziata a Fresno, Kickham ha invece pagato un pesantissimo scotto del noviziato venendo ripetutamente colpito dalle furbe ed attente mazze dei marpioni avversari. Ha perduto tutte e tre le gare da partente per poi disputarne altre nove da rilievo: in tutto ha concesso quarantasei valide in poco più di ventotto riprese lanciate chiudendo con un'ERA e un WHIP inguardabili. Inutile forse aggiungere che il 2014 sarà per lui l'anno della verità.

Eric Surkamp
Chiamato in tutta fretta da Fresno per disputare da partente una gara di doubleheader contro Cincinnati. Era rientrato ad inizio anno dopo una sosta lunga per l'operazione al braccio e ha confrmato che a questi livelli non era ancora pronto per tornare. La sua stagione sulla montagnola dei Giants è durata appena otto eliminati in cui ha permesso nove valide e sette corse accumulando un'ERA che nemmeno nel campionato del Burundi sarebbe lontanamente accettabile. Vale per lui lo stesso discorso che per Kickham: il 2014 dovrà parlare chiaramente per lui. In una direzione o nell'altra.

Guillermo Moscoso
Arrivato verso fine luglio in mezzo al marasma e al dolore di un bimestre che mai ci si sarebbe aspettati così. Ha confermato di essere un rilievo lungo di un certo spessore riuscendo anche a guadagnarsi due gare da partente. Un buon innesto quindi, completamente perso di vista dai suoi precedenti datori di lavoro, i beffardi Cubs. Lo attendiamo di ritorno a Scottsdale a febbraio per vedere, anche alla luce dei prossimi arrivi di novembre e dicembre, quale posto potrà eventualmente avere nel 2014.

giovedì 31 ottobre 2013

La stagione che è stata: Kontos, Affeldt e Mijares

Un 2013 da dimenticare per Affeldt
George Kontos
Stagione da dimenticare per questo destro di origine greca che così bene aveva fatto nel 2012.
Statistiche da brivido in tutti i reparti e non inganni il 2-2 nel conto vinte-perse. Per favore che venga spedito altrove il più velocemente possibile. Inutile mandarlo per periodi più o meno lunghi a Fresno per riprendersi.

Jeremy Affeldt
Uno dei tre mancinacci nel bullpen. Un Affeldt che aveva appena rinnovato il contratto dopo l'esito delle World Series 2012 ma che, anche causa alcuni infortuni fastidiosi (braccio sinistro e inguine), ha dovuto saltare parti consistenti della stagione perdendo ritmo e continuità. Ha ancora due stagioni di contratto e da lui ci si attende un pronto riscatto nel 2014. Affinchè questa stagione rimanga un buco nero ed irripetibile nel suo pur valido curriculum e che le statistiche di questo 2013 siano lette come uno scivolone temporaneo.

José Mijares
A inizio stagione gli è morta la nonna, punto di riferimento importantissimo nell'educazione e nella crescita. Sicuramente è rimasto toccato da questo avvenimento che però spiega solo in parte la deludentissima campagna 2013. Come per l'altro mancino Affeldt, e come per Kontos, ha avuto statistiche orribili che lo hanno reso una delle componenti più deboli del bullpen. Lasciando pertanto Bochy con l'unica certezza di Javier Lopez nel reparto southpaws. Da Mijares, che brillò pure lui nel 2012, ci si aspetta un 2014 ai livelli che gli competono.

lunedì 28 ottobre 2013

La stagione che è stata: Hunter Pence


Senza ombra di dubbio il MVP della stagione dei Giants.
Giocate tutte e centosessantadue mancando sì e no una quindicina di inning qua e là. Ventisette fuoricampi, novantanove RBI, una media battuta di .283 e solamente 7 errori nell'Esterno di destra.
A fine luglio si vociferava che erano alte le possibilità di un suo trasferimento momentaneo ad un club in lizza per i play-off ma il prezzo, giustamente, alto domandato da Sabean lo ha tenuto ancorato a San Francisco con cui ha rinnovato l'accordo ancora prima che terminasse la stagione regolare.
Un giocatore prezioso. Uno di quelli che non molla mai. Che umilmente tutti i giorni si dà da fare per migliorarsi. Che non ama proclami ma che crede nel lavoro duro e serio.
Non a caso si è innamorato a prima vista dei Giants dichiarando che vuole continuare qui per parecchio tempo.
Non rifirmarlo avrebbe significato suicidarsi.

domenica 27 ottobre 2013

La stagione che è stata: Buster Posey


Dimentichiamo la media di .336 e i 24 fuoricampi del 2012. E mettiamo da parte anche i 103 RBI e il titolo di MVP della National League. Senza citare cosa è poi accaduto nella post-season.
Altrimenti non dovremmo neppure iniziare a scrivere sul migliore ricevitore del mondo. Il 2013 ha toccato anche lui: che comunque ha infilato 15 fuoricampi, 72 corse battute a casa, totalizzando una media-battuta di .294 con .371 di On Base Percentage. Difficile fare di più in un ambiente così asfittico e depresso. Anche per una stella di prima grandezza come lui. E' comunque rimasto un punto fermo nella clubhouse, per compagni e management. Ha rappresentato una presenza critica costante, una voce di grande maturità e buon senso che ha capito perfettamente cosa non andava e cosa si sarebbe dovuto fare al fine di non ripetere tanti, troppi errori.
E' stato ben supportato da un Guillermo Quiroz molto abile tatticamente. E da agosto anche dal rientro di Hector Sanchez.
Tornerà, ancora più maturo e consapevole nel 2014.
E questo, lo sappiamo benissimo tutti, sarà garanzia di rinascita e riscatto durevole per i nostri Giants.

sabato 26 ottobre 2013

La stagione che è stata: Brandon Belt


Accusato di non "sapere battere". Imputato di essere ineffettivo.
Per molti è il giocatore sbagliato a difendere l'importante sacchetto di Prima Base.
Ha iniziato la stagione in sordina, Bochy ha speso con lui diverse ore prima della batting practice correggendogli piccoli ma sentiti difetti.
Ne sono usciti diciassette fuoricampi e 67 RBI con una media in battuta di .289 e un OBP di tutto rispetto: 360. In queste 150 gare ha anche commesso otto errori, cifra che forse per una Prima Base ci può anche stare. Ha passato un brutto momento a giugno e a luglio ma ad agosto si è prepotentemente rialzato accumulando rapidamente numeri eccellenti, praticamente mantenuti fino al termine della stagione.
Per qualcuno Belt continua ad essere un giocatore di poche potenzialità e uno di quelli che sottrae la titolarità al povero Brett Pill. Belt lo si vedrebbe bene anche sul Field sinistro, così tanto sofferente nel piano tattico dei Giants. A tutto questo, a tutte queste voci critiche e quasi sempre gratuitamente espresse Belt ha risposto con i fatti dimostrando una stagione di grande qualità e...numeri. A cui aggiungo la parola/aggettivo: umiltà con cui ha lavorato sodo sapendo che un personaggio come Bochy vuole innanzitutto vedere nei suoi giocatori la voglia di combattere e il desiderio di migliorarsi, giorno dopo giorno.
Brandon Belt sarà atteso da un 2014 di fatiche dove dovrà e in cui vorrà migliorarsi ancora. A partire, naturalmente, dai primi scalpitii di Scottsdale.

venerdì 25 ottobre 2013

La stagione che è stata: Marco Scutaro

Confesso che Marcos(s) è uno dei miei giocatori preferiti.
Ma in questo 2013 anche lui non ha brillato come invece abbondantemente accaduto nella stagione precedente.
Due fuoricampi, solamente trentuno corse battute a casa in 127 gare giocate. Un pò pochino, va ammesso e anche senza tanta pietà. Da lui francamente ci si attendeva ben di più.
Certo, con .297 è stato comunque il battitore con la migliore media di tutta la squadra, percentuale a cui aggiungo quella del .357 di OBP a cui unisco anche i soli 34 strike-out incassati.
In difesa Marco(s) ha commesso ben 13 errori, numero davvero alto per le doti che possiede.
Ha avuto un fastidioso infortunio ad un dito della mano destra, faccenda che ha finito per limitarlo comunque per il resto della stagione; nella speranza che a febbraio a Scottsdale tutto sia risolto e che sia solo un vaghissimo ricordo di un 2013 in cui un pò per tutti le cose non sono andate per il verso migliore. In contro-tendenza con la gran parte dei compagni, Scutaro nei mesi disastrosi di giugno e di luglio ha fornito prestazioni più che valide in battuta aiutando di conseguenza l'asfittico attacco dei Giants a mantenere una parvenza di dignità, pur nel dolore.
Lo aspettiamo con immutate speranze ed affetto nel 2014.
Questo siculo-venezuelano è, senza ombra di dubbio, uno dei grandi protagonisti dei nostri Giants.
E per Bacco!

mercoledì 23 ottobre 2013

La stagione che è stata: Brandon Crawford

Buona la terza. Per questo importante giocatore dei Giants la terza stagione con la mazza in mano nella MLB è stata la migliore di tutte con 9 fuoricampi e 43 corse battute a casa (anche se negli RBI nel 2012 ne batté 45 in stagione regolare) e con un buon .248 di media battuta in 149 gare disputate. Come gran parte della squadra ha subito un chiaro passaggio a vuoto tra giugno e luglio, i due mesi maledetti della nostra stagione 2013, ma si è ripreso abbondantemente per i due ultimi mesi di gare tornando in regia nel Fielding, principalmente sulle sempre pericolose "rimbalzanti". Nel computo generale in difesa invece Crawford ha commesso diverse sviste finendo per totalizzare ben 15 errori in un ruolo, va scritto per onestà, tra i più difficili da coprire per zone del campo e approccio tattico. Solamente Panda ne ha commessi più di lui. Appare evidente come questo giovanotto, quasi 27enne e di belle speranze, sia atteso ad una stagione di riscatto nel 2014 soprattutto in quella difesa che, assieme al reparto dei lanciatori, è la chiave del successo dei Giants da diverse stagioni e su cui si basa la filosofia del management guidato da Bruce Bochy.
Lo aspettiamo serenamente alla grande ripresa sapendo già fin d'ora quale impegno e serietà porrà nel migliorare i fondamentali e l'attenzione agonistica.

martedì 22 ottobre 2013

La stagione che è stata: Angel Pagan

Solamente 71 le gare disputate da questo importantissimo Esterno Centro causa l'operazione al legamento del ginocchio destro che lo ha tenuto fermo tre mesi. La sua assenza si è sentita a dir poco esageratamente in difesa così come in attacco in qualità di celebrato lead-off.
Cinque fuoricampi e 30 corse battute a casa per una percentuale in battuta di .282 sono numeri molto buoni in considerazione della sua prolungata assenza.
Bochy e il management forse si sono un pò troppo affrettati nel riportarlo in squadra laddove forse un paio di settimane in più di riposo sarebbero servite, tenuto conto anche che purtroppo la stagione era già compromessa.
Lo attendiamo come sempre protagonista elettrizzante della squadra al prossimo ritrovo di febbraio a Scottsdale.