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sabato 1 novembre 2014
Echi per l'immortalità
Come in questo genere di occasioni, c'erano un po' tutti.
Vecchie glorie, politici, gente dello spettacolo.
Che nemmeno la pioggia ha scoraggiato e che non è riuscita a tenere a casa al caldo.
C'era anche Bonds che ultimamente è sempre presente a qualsiasi evento dei Giants, il che mi fa temere un suo prossimo coinvolgimento nel club dopo la breve rentrée del febbraio scorso a Scottsdale dove per alcuni giorni dette consigli sul "come battere".
Una marea di gente da ore si era già sistemata lungo il percorso stabilito per potere vedere da vicinissimo i giocatori e lo staff.
I discorsi più o meno sono stati i soliti che potrebbero anche venire riassunti con il semplice slogan: NOI siamo i Giants.
Perché questo club, piaccia o meno, è molto diverso dagli altri ventinove presenti nel campionato. Sicuramente anche perché figlio di un retroterra culturale e di una città che sono parecchio diversi da tutto il resto del paese.
Adesso è già ora di pensare al 2015.
Da oggi il Guru e il suo staff, di concerto naturalmente con le idee del Supremo e dei suoi coach, lavorerà alacremente per costruire il gruppo della prossima stagione.
In primis ci sarà la vexata-quaestio dei cinque agenti liberi. Poi seguiranno tutte le altre incombenze che terranno impegnati i Giants fino al meeting annuale invernale che si terrà a dicembre a Phoenix.
giovedì 30 ottobre 2014
L'unico vero candidato al Cy Young Award 2014 della National League
Se non gli verrà riconosciuto si tratterà di una ingiustizia clamorosa.
Attendiamo fiduciosi le votazioni di chi dovrà esprimere tale scelta.
Noi siamo i San Francisco Giants!
Attendiamo fiduciosi le votazioni di chi dovrà esprimere tale scelta.
Noi siamo i San Francisco Giants!
Giants win the Series! Giants win the Series! Yes Yes Yes!!!!!!
San Francisco 3, Kansas City 2
Gara-7 World Series, mercoledì 29 ottobre 2014
San Francisco 020 100 000 3-8-1
Kansas City 020 000 000 2-6-0
Vince: Jeremy Affeldt (1-0)
Salvezza: Madison Bumgarner (1)
Probabilmente Horace Stoneham non avrebbe mai creduto che muovendosi a Frisco nell'ottobre del 1957 un giorno sarebbe successo tutto questo grazie ai suoi eredi.
Probabilmente Bud Selig non avrebbe mai pensato che per l'ultima volta nel suo mandato avrebbe consegnato il trofeo ai Giants per la terza volta in un lustro. Lui che è un ebreo tedesco, ex-venditore di automobili a Milwaukee dove incominciò ad avvicinarsi al Baseball a metà degli anni '50 quando la mistica degli allora Braves di Lou Perini portò l'insperato titolo a Bushville.
Probabilmente Brian Sabean non avrebbe mai pensato dopo il bicchiere di cicuta trangugiato obtorto collo nell'ottobre del 2002 di riuscire a costruire una "vera squadra scevra di un ego-Bonds che stava sfasciando tutto". Un gruppo che firmasse e creasse capolavori, gloria e leggenda dal 2010 in poi.
Probabilmente Bruce Bochy non avrebbe mai pensato, con la firma sul contratto posta a fine ottobre 2006, di costruire assieme a Sabean quello che ha costruito. Lui che nel 1998 era stato sweeppato nelle World Series dal collega Joe Torre e che forse poteva pensare che il treno giusto fosse già passato ed inesorabilmente perduto.
Probabilmente ieri sera quando Madison Bumgarner è entrato come rilievo all'inizio del quinto inning c'è stato chi nel dugout di Kansas City ha pensato che la ricetta per gabbarlo era pronta ad essere spiattellata.
Probabilmente ieri sera dopo ventisei eliminati c'è stato chi ha pensato che il singolo-diventato-triplo di Gordon avrebbe cambiato volto alla gara e alla Serie.
Probabilmente un'intera nazione che ha spudoratamente sostenuto Kansas City, aiutata anche da diverse emittenti televisive a diffusione nazionale, ha pensato che nella sfida decisiva i Giants sarebbero crollati essendo lontani dall'adorato diamante di casa.
Probabilmente quando a metà febbraio ho ripreso con cadenza quotidiana a scrivere qui nel blog non ero l'unico a sognarmi ad occhi aperti di assaporare il terzo trionfo alle World Series in questa stagione.
Probabilmente all'atto di leggere il risultato di gara-7 non avrei mai pensato di ritrovarmi disorientato e con i goccioloni che sgorgavano liberamente.
Ringrazio Bobby Thomson che da lassù, dal paradiso dei ball players, ci ha protetti e sorretti senza sosta per tutto questo leggendario mese di ottobre. Non c'è alcun dubbio che lui sia stato il nostro imprescindible "decimo giocatore". Naturalmente sempre indossando l'uniforme numero 23 (Ron Wotus sicuramente non si arrabbierà).
Mi raccomando, in chiusura, solo una cosa che non dobbiamo mai dimenticare:
NOI SIAMO I SAN FRANCISCO GIANTS!
CF Blanco 0/4
2B Panik 0/4
C Posey 0/4
3B Sandoval 3/3
RF Pence 2/4
1B Belt 2/4
DH Morse 1/3 e 2RBI
SS Crawford 0/3 e 1RB
LF Perez 0/3
Hudson 1.2IP, 3H, 2R
Affeldt (V, 1-0) 2.1IP, 1H
Bumgarner (S, 1) 5.0IP, 2H
mercoledì 29 ottobre 2014
San Francisco 0, Kansas City 10 (gara-6 World Series, martedì 28 ottobre 2014)
martedì 28 ottobre 2014
Siate i Nostri ispiratori per stasera!
Salvatore Maglie e Johnny Antonelli
World Series 1954
Possano le vostre gesta di 60 anni fa illuminarci tra qualche ora!!
lunedì 27 ottobre 2014
Kansas City 0, San Francisco 5 (gara-5 World Series, domenica 26 ottobre 2014)
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| Indistruttibili! |
E successo è stato.
Giocando il nostro genere di Baseball in cui difesa e confezionamento delle corse sono i primi due, e forse unici, dettami. Con in serbo, in caso di disperazione, dell'utilizzo dei fuoricampi: sempre graditissimi, sia chiaro, ma non l'arma principale della nostra filosofia di gioco.
Su Brandon Crawford potremmo scrivere per ore lasciando spazi persino diseguali ai vari partiti: chi non lo vorrebbe più in squadra, chi lo vorrebbe, chi lo critica come difensore e chi come battitore.
Ieri sera il nostro Interbase, a mio parere ruolo ostico e molto difficile, ha avuto la sagacia e la prontezza di produrre ben tre corse di cui le prime due a dir poco decisive in quanto hanno progressivamente scavato il solco con l'agguerrito avversario.
All'ottavo episodio poi Juan Carlos Perez, entrato nell'inning precedente nel campo di sinistra, ha fucilato un quasi fuoricampo che solamente per due-tre centimetri non ha scavalcato la barriera, sforzo fantastico che comunque ci è valso due corse con cui di fatto abbiamo sigillato l'importante vittoria. Poco dopo Crawford ha fornito la ciliegina sulla torta battendo a casa la quinta corsa.
Madison Bumgarner ha disputato gara completa risultando il primo lanciatore di una World Series a farlo ottenendo uno shut-out da quando nel 2003 Beckett lo ottenne in gara-6 di quella serie di finale.
Adesso montiamo sull'aereo che ci porterà di nuovo in terra del Missouri dove siamo attesi dalla decisiva gara-6.
Inutile nasconderci dietro a un dito: è questa gara-6 quella da vincere sull'onda del vantaggio psicologico che stiamo possedendo.
Martedì per noi sulla montagnola salirà Jacob Edwardino che si troverà di fronte il giovine e solido Yordano Ventura. Peavy è stato colpito duramente dalle mazze locali in gara-2 di queste World Series e contro alcuni dei suoi battitori ha un match-up delicato.
Ma su Peavy nessuno nutre dubbi in quanto a solidità mentale, a voglia di dare il 200% e al sentimento potente che nutre nel sapersi membro di una clubhouse come quella dei Giants. In cui, e non è certo da sottovalutare, il Supremo crede ciecamente in lui.
NOI siamo i Giants!
26 ottobre 2014
Kansas City 000 000 000 0-4-1
San Francisco 010 100 030 5-12-0
Vince: Madison Bumgarner (2-0)
- § - § - § - § - § - § - § - § - § - § - § - § - § -
Morire a 22 anni
Poco prima dell'inizio di gara-5 ieri sera è giunta la drammtica notizia della morte del fortissimo giovine dominicano Oscar Taveras, esterno dei Saint Louis Cardinals dal futuro garantito ai massimi livelli che proprio in questo 2014 aveva fatto il suo esordio in MLB.
Taveras è stato vittima di un tragico incidente stradale nella Repubblica Dominicana in cui è morta anche la sua fidanzata.
L'ultima gara disputata da questo giocatore è stata contro i Giants: correva la parte alta del nono episodio giovedì 16 ottobre scorso e Taveras, con tutte e tre le basi occupate dai suoi compagni corridori, colpì una morbida rimbalzante che permise ad Affeldt di chiudere indenne la ripresa.
Quello quindi è stato il suo ultimo gesto atletico in un diamante.
Ti sia lieve il passaggio da questa terra a diamanti ben differenti e altrove.
Riposa in pace, Oscar Taveras (nato il 19 giugno 1992).
domenica 26 ottobre 2014
Giants Talk
La decisiva (?) gara 5
Tra poche ore va in onda gara-5 delle World Series, terza e ultima partita che si svolge nel nostro adorato AT&T Park.
La situazione, come ben sappiamo, è di due gare a testa quindi con serie in perfetta parità.
Ed è mio personale pensiero che gara-5 sarà quella che detterà l'epilogo della serie.
E mi spego, ovviamente.
Dalla prospettiva dei Giants vincere gara-5 significherebbe presentarsi in vantaggio nella serie, 3 a 2, per gara-6 in programma martedì a Kansas City. Mancando, in teoria, due gare al termine entrambe le squadre sulla carta avrebbero il 50% delle possibilità di vincerne una cosicché ipoteticamente i Giants potrebbero chiudere a loro favore per 4 a 3.
Ma un eventuale successo dei Giants in gara-5 darebbe ai nostri adorati non solo il vantaggio di 3 a 2 quanto anche la possibilità di realizzare immediatamente il proprio 50% in terra del Missouri.
Riuscire ad andare a Kansas City avanti per 3 a 2 ci darebbe davvero molte possibilità di chiudere sul 4 a 2 la serie.
Da qui la mia convinzione che la gara di stasera possa veramente risultare decisiva per come termineranno queste World Series 2014.
Di contro se Kansas City vincerà gara-5 allora per i Giants le cose si metteranno malissimo perché la vedo davvero dura riuscire a spuntare due successi fuori casa con i locali agguerriti e che avranno due match-points consecutivi.
Anche se nel Baseball non è mai detta l'ultima parola fino alla fine appare chiaro che i due scenari, essere avanti 3 a 2 o essere in svantaggio per 2 a 3, siano ben differenti in un'ottica pro-Giants.
Mi sono preso la briga di andarmi a studiare come si sono sviluppate le World Series terminate in sei gare dal 1980 al 2013, ovvero quante volte in sei gare si è chiusa la contesa nelle ultime trentaquattro edizioni.
Orbene, solamente nove volte si sono esaurite in sei gare.
Di queste nove volte in quattro occasioni chi ha vinto gara-5 ha accorciato lo svantaggio da 1 a 3 dopo quattro gare, a due vinte e tre perse per poi cedere la decisiva gara-6 (Atlanta nel 1992, Philadelphia nel 1993, Cleveland nel 1995 e Philadelphia nel 2009).
Nelle rimanenti cinque occasioni invece chi ha vinto gara-5 si è portato avanti per 3 a 2 nella serie (ne deriva la parità di 2 a 2 dopo quattro sfide) per poi aggiudicarsi anche gara-6 e con essa il titolo.
Questi cinque precedenti, ovvero partendo da una situazione di 2 a 2 dopo quattro sfide, sono quelli che più si avvicinano alla situazione attuale in cui i Giants e gli attuali avversari si trovano.
In tre di questi cinque casi la squadra che ha vinto fuori casa gara-5 ha poi conquistato il titolo aggiudicandosi gara-6 tra le mura amiche e nella fattispecie la cosa è stata realizzata dai Philadelphia nel 1980 (finalisti furono Kansas City), dai New York Yankees nel 1996 (finalisti furono Atlanta) e dai Boston l'anno scorso, 2013 (finalisti furono i Saint Louis).
Infine nelle due rimanenti occasioni la squadra che ha vinto in casa gara-5 ha poi conquistato il titolo aggiudicandosi gara-6 in trasferta.
Questo è quello che noi tutti auspichiamo per i Giants in queste World Series 2014 tenendo presente che nella mia ricerca due sono state pertanto le compagini a riuscirvi: nel 1981 toccò ai Los Angeles Dodgers (finalisti i New York Yankees) e nel 2003 fu la volta dei Florida (finalisti ancora i New York Yankees).
Ecco il dettaglio di queste due ultime occasioni:
1981
Gara-5, domenica 25 ottobre: New York Yankees 1, Los Angeles Dodgers 2 (serie: 2-3)
Gara-6, mercoledì 28 ottobre: Los Angeles Dodgers 9, New York Yankees 2 (serie: 4-2)
2003
Gara-5, giovedì 23 ottobre: New York Yankees 4, Florida 6 (serie: 2-3)
Gara-6, sabato 25 ottobre: Florida 2, New York Yankees 0 (serie: 4-2)
Ribadisco che la mia speranza è che i Giants chiudano martedì sera con gara-6, ritenendo per noi basilare vincere stasera in gara-5.
In bocca al lupo miei adorati.
Noi siamo i Giants.
Giants Talk, n. 33
Domenica 26 ottobre 2014
Tra poche ore va in onda gara-5 delle World Series, terza e ultima partita che si svolge nel nostro adorato AT&T Park.
La situazione, come ben sappiamo, è di due gare a testa quindi con serie in perfetta parità.
Ed è mio personale pensiero che gara-5 sarà quella che detterà l'epilogo della serie.
E mi spego, ovviamente.
Dalla prospettiva dei Giants vincere gara-5 significherebbe presentarsi in vantaggio nella serie, 3 a 2, per gara-6 in programma martedì a Kansas City. Mancando, in teoria, due gare al termine entrambe le squadre sulla carta avrebbero il 50% delle possibilità di vincerne una cosicché ipoteticamente i Giants potrebbero chiudere a loro favore per 4 a 3.
Ma un eventuale successo dei Giants in gara-5 darebbe ai nostri adorati non solo il vantaggio di 3 a 2 quanto anche la possibilità di realizzare immediatamente il proprio 50% in terra del Missouri.
Riuscire ad andare a Kansas City avanti per 3 a 2 ci darebbe davvero molte possibilità di chiudere sul 4 a 2 la serie.
Da qui la mia convinzione che la gara di stasera possa veramente risultare decisiva per come termineranno queste World Series 2014.
Di contro se Kansas City vincerà gara-5 allora per i Giants le cose si metteranno malissimo perché la vedo davvero dura riuscire a spuntare due successi fuori casa con i locali agguerriti e che avranno due match-points consecutivi.
Anche se nel Baseball non è mai detta l'ultima parola fino alla fine appare chiaro che i due scenari, essere avanti 3 a 2 o essere in svantaggio per 2 a 3, siano ben differenti in un'ottica pro-Giants.
Mi sono preso la briga di andarmi a studiare come si sono sviluppate le World Series terminate in sei gare dal 1980 al 2013, ovvero quante volte in sei gare si è chiusa la contesa nelle ultime trentaquattro edizioni.
Orbene, solamente nove volte si sono esaurite in sei gare.
Di queste nove volte in quattro occasioni chi ha vinto gara-5 ha accorciato lo svantaggio da 1 a 3 dopo quattro gare, a due vinte e tre perse per poi cedere la decisiva gara-6 (Atlanta nel 1992, Philadelphia nel 1993, Cleveland nel 1995 e Philadelphia nel 2009).
Nelle rimanenti cinque occasioni invece chi ha vinto gara-5 si è portato avanti per 3 a 2 nella serie (ne deriva la parità di 2 a 2 dopo quattro sfide) per poi aggiudicarsi anche gara-6 e con essa il titolo.
Questi cinque precedenti, ovvero partendo da una situazione di 2 a 2 dopo quattro sfide, sono quelli che più si avvicinano alla situazione attuale in cui i Giants e gli attuali avversari si trovano.
In tre di questi cinque casi la squadra che ha vinto fuori casa gara-5 ha poi conquistato il titolo aggiudicandosi gara-6 tra le mura amiche e nella fattispecie la cosa è stata realizzata dai Philadelphia nel 1980 (finalisti furono Kansas City), dai New York Yankees nel 1996 (finalisti furono Atlanta) e dai Boston l'anno scorso, 2013 (finalisti furono i Saint Louis).
Infine nelle due rimanenti occasioni la squadra che ha vinto in casa gara-5 ha poi conquistato il titolo aggiudicandosi gara-6 in trasferta.
Questo è quello che noi tutti auspichiamo per i Giants in queste World Series 2014 tenendo presente che nella mia ricerca due sono state pertanto le compagini a riuscirvi: nel 1981 toccò ai Los Angeles Dodgers (finalisti i New York Yankees) e nel 2003 fu la volta dei Florida (finalisti ancora i New York Yankees).
Ecco il dettaglio di queste due ultime occasioni:
1981
Gara-5, domenica 25 ottobre: New York Yankees 1, Los Angeles Dodgers 2 (serie: 2-3)
Gara-6, mercoledì 28 ottobre: Los Angeles Dodgers 9, New York Yankees 2 (serie: 4-2)
2003
Gara-5, giovedì 23 ottobre: New York Yankees 4, Florida 6 (serie: 2-3)
Gara-6, sabato 25 ottobre: Florida 2, New York Yankees 0 (serie: 4-2)
Ribadisco che la mia speranza è che i Giants chiudano martedì sera con gara-6, ritenendo per noi basilare vincere stasera in gara-5.
In bocca al lupo miei adorati.
Noi siamo i Giants.
Giants Talk, n. 33
Domenica 26 ottobre 2014
Kansas City 4, San Francisco 11 (gara-4 World Series, sabato 25 ottobre 2014)
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| Non si molla NIENTE!!!!!! |
In svantaggio per 4 corse a 1 dopo il terzo attacco ospite, e con il parziale di 1 a 3 nella Serie che incominciava a materializzarsi in fondo al tunnel, siamo stati capaci di invertire la pericolosissima tendenza capovolgendo gara-4.
Petit, dominatore per tre rirpese in rilievo, Pence, Panik e Sandoval grandi protagonisti in attacco e una difesa sublime ci hanno permesso di chiudere sull'11 a 4, sì da equilibrare la Serie sul 2 a 2 con in vista questa sera la partenza di Bumgarner, opposto a Shields, in gara-5.
Il singolo di Panda al sesto attacco, due corse portate a casa, e quello produttore da una di Pence ci hanno messo in condizione di gestire con assoluta calma l'ultimo terzo di gara in cui il nostro bullpen ha dato le armi psicologiche ai nostri battitori per chiudere la sfida.
Adesso diventa decisivissima la gara-5 di stasera: personalmente ritengo che se ci porteremo avanti per 3 a 2 allora avremo grandi possibilità martedì di chiudere la faccenda. Di contro, presentarci in svantaggio per 2 a 3 alla vigilia di gara-6 sarebbe come consegnare agli avversari il destino del tutto.
Noi siamo i Giants.
Non dimentichiamolo mai.
In questo sta la nostra fede del Baseball.
In bocca al lupo Madison per questa sera.
25 ottobre 2014
Kansas City 004 000 000 4-12-1
San Francisco 101 023 40x 11-16-0
Vince: Yusmeiro Petit (1-0)
sabato 25 ottobre 2014
Kansas City 3, San Francisco 2 (gara-3 World Series, venerdì 24 ottobre 2014)
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| Belt on deck, ieri sera |
Ospiti sempre avanti e bravi a contenere il ritorno dei nostri amati.
Kansas City ora conduce la serie per 2 a 1 e le prossime due gare saranno per noi da vincere a qualsiasi costo per poi tornare fuori casa a giocarci il titolo.
Non esiste alternativa.
Questa sera in gara-4 Ryan Vogelsong trova Jason Vargas nel duello sopra il rubber.
Noi siamo i Giants.
24 ottobre 2014
Kansas City 100 002 000 3-6-0
San Francisco 000 002 000 2-4-0
Perde: Tim Hudson (0-1)
giovedì 23 ottobre 2014
San Francisco 2, Kansas City 7 (gara-2 World Series, mercoledì 22 ottobre 2014)
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| Bentornato! |
In situazione di due corse a testa al sesto inning abbiamo ceduto malamente, subendo cinque corse e finendo per perdere la gara che ha quindi consentito ai locali di raddrizzare la contesa che al momento quindi ci trova in perfetta parità: una vittoria ciascuno.
Nel profondo dispiacere profondo per la battuta d'arresto prendiamo almeno atto che si è finalmente ri-visto Lincecum, subentrato da rilievo, ma uscito però anzitempo per una contusione che ci si augura non presenti conseguenze sì da ri-averlo disponibile già dalla prossima gara.
Questa sconfitta ci conferma volenti o nolenti che al momento Strickland, lasciando stare il battibecco avuto con un avversario, non è ancora pronto per questo genere di "palcoscenici psicologici" e che la serie è tutt'altro che una passeggiata se mai qualcuno l'avesse voluto pensare.
Bisognerà quindi attingere a tutte le risorse caratteriali e "di clubhouse" in nostro possesso per non finire a trovarci con le spalle contro il muro.
Ora ci spostiamo a casa dove da domani, venerdì 24 ottobre, avremo tre sfide in calendario.
Per gara-3 vedremo la partenza del nostro amato Tim Hudson che si troverà di fronte Jeremy Guthrie.
22 ottobre 2014
San Francisco 100 100 000 2-9-0
Kansas City 110 005 00x 7-10-0
Perde: Jake Peavy (0-1)
Fuoricampo: Gregor Blanco (solo shot)
mercoledì 22 ottobre 2014
San Francisco 7, Kansas City 1 (gara-1 World Series, martedì 21 ottobre 2014)
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| Buona partenza! |
Con bisturi perfetto e con la massima concentrazione abbiamo saputo attaccare il partente locale mettendolo subito in salita, sì da riuscire a scavarci un vantaggio che pian piano siamo andati ad ampliare fino al ventisettesimo eliminato.
Ha aperto le danze un doppio di Sandoval subito seguito da un fuoricampo di Pence, il suo primo della post-season, per un chiaro vantaggio di 3 a 0 dopo un solo episodio. Al quarto capitolo ci ha pensato Morse, batttore designato, a portare a quattro le corse prima che Blanco con le basi cariche ottenesse un walk assassino con cui è entrata la "passeggiata" del momentaneo 5 a 0 che, di fatto, ha ammazzato la gara.
Un triplo di Panik e un singolo, ad opera di Panda, hanno poi sigillato il successo nella settima ripresa in cui uno scintillante Bumgarner ha completato l'opera di annichilimento delle mazze locali lasciando gli onori dei ricami al bullpen in cui Strickland ha chiuso la contesa senza sbavature inutili.
Per i Giants si tratta di un successo importantissimo e non tanto solo dal punto di vista numerico quanto soprattutto da quello psicologico.
Vincere fuori casa la prima gara di una serie pone la squadra ospite in una posizione di discesa e controllo dei giochi invidiabile. I locali, favoriti quasi a trecentosessanta gradi dai pronostici della vigilia, sanno già che non potranno fallire stasera in gara-2 perchè poi saranno attesi da un eventuale trittico all'AT&T Park, ballpark a loro pressoché sconosciuto.
Nella fattispecie Kansas City ha anche perduto la prima gara di tutto il proprio cammino dei play-off che fino a prima di ieri sera li aveva visti accaparrarsi ben otto gare su altrettante sfide disputate.
Lo stop interno di ieri sera potrebbe avere ripercussioni sull'ego e sul crescente senso di invincibilità che umanamente i Royals possono avere provato, sensazione che chiunque altro al loro posto avrebbe fatto propria.
E vedremo sei il rischioso sistema di gioco che attua Kansas City, basato su un running lesto a suon di basi rubate, potrà essere riproposto in gara-2.
Stasera per i Giants partirà Jacob Edwardino che nel match-up incrocierà le armi con Yordano Ventura.
21 ottobre 2014
San Francisco 300 200 200 7-10-1
Kansas City 000 000 100 1-4-1
Vince: Madison Bumgarner (1-0)
Fuoricampo: Hunter Pence (da due corse)
Note: Pence 2/3 di cui 1HR, 2RBI, 2BB; Sandoval 2/5 e 2RBI; Blanco 1/3, 1RBI e 2BB; Panik 1/5 e 1RBI; Morse 1/5 e 1RBI.
martedì 21 ottobre 2014
Ci siamo!
Nessun cambiamento nel roster per le World Series.
Così ha deciso il nostro Supremo di concerto con il management ed il coaching staff.
Tra qualche ora al Kauffman Stadium di Kansas City andrà in onda gara-1 della serie di finale che vedrà protagonisti, ma sfavoriti dai pronostici generalizzati, i nostri Giants.
Bene così, quindi.
Profilo basso, calma, piedi per terra e massima decisione del giocare il nostro sistema di Baseball. Sappiamo dove e come attaccare i forti avversari avendo, come ha sottolineato il nostro "portavoce ufficiale" Hunter Pence, il massimo rispetto per i Royals senza però nutrire alcun timore reverenziale.
Il fatto di avere maggiore esperienza dei rivali nel giocare le World Series non sarà un fattore né determinante né minimamente a nostro favore. Non conterà infatti un bel niente, per cui non esistono diritti acquisiti.
L'unico fattore che peserà in maniera assoluta sarà la voglia di vincere e di dare il 200% delle proprie energie e delle proprie possibilità psico-agonistiche.
Per l'immagine di questo pezzo (o post) da alcuni giorni ho deciso di utilizzare quella inerente l'urlo emesso da Ryan Theriot al decimo inning di gara-4 delle World Series di due anni fa. In quel momento l'utility infielder aveva appena segnato la corsa del 4 a 3 con cui i nostri adorati avevano preso il vantaggio decisivo per sweeppare l'avversario.
Possa quell'urlo, possano quelle sensazioni, possano quegli istanti ispirare i nostri giocatori beneamati nell'affrontare con il giusto approccio questa serie finale del 2014.
Un Theriot che a inizio 2013 scelse di ritirarsi in quanto non gli venne garantita la titolarità in squadra. Un Theriot che preferì rimanere a vivere nella natia Louisiana con la moglie ed i tre figli dopo avere vinto le World Series del 2011 (di cui la gara-6 a mio parere è la partita più leggendaria mai disputata nella storia del Baseball di qualsiasi Tempo) e del 2012.
Buona fortuna Giants.
E sapete già che, comunque vada, il nostro amore vi seguirà a prescindere.
Sempre insieme. Ovunque insieme.
Noi siamo i Giants!
lunedì 20 ottobre 2014
Confermata la rotazione. Oggi la scelta del roster
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| Ci siamo, o mio adorato! |
Madison Bumgarner, Jacob Edwardino (Peavy), Tim Hudson e Ryan Vogelsong sono quindi confermati in questo preciso ordine.
Non sono state invece ancora sciolte le riserve sulla composizione del roster nel quale però Boch ha confermato la presenza sicura del Piccolino (Tim Lincecum) che non lancia in una gara dall'ultima partita della stagione regolare, 28 settembre, non avendo avuto alcuna parte nella post-season se non quella di essere membro a referto dei vari bullpen.
E' attesa per oggi, lunedì 20 ottobre, l'ufficializzione del roster.
Personalmente mi attendo l'esclusione di Hunter Strickland e l'inserimento o di George Kontos o di Juan Carlos Gutierrez.
Vedremo.
Ecco i match-up dei lanciatori delle prime quattro sfide:
Gara-1 Bumgarner - Shields (destro)
Gara-2 Jacob Edwardino - Ventura (destro)
Gara-3 da nominare per KC - Hudson
Gara-4 da nominare per KC - Vogelsong
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